Tanto gentile e tanto onesta pare


Tanto gentile e tanto onesta pare

Tanto gentile e tanto onesta pare

la donna mia quand’ella altrui saluta,

ch’ogne lingua deven tremando muta,

e li occhi no l’ardiscon di guardare.
 

 
Ella si va, sentendosi laudare,

benignamente d’umiltà vestuta;

e par che sia una cosa venuta

da cielo in terra a miracol mostrare.


 
Mostrasi sì piacente a chi la mira,

che dà per li occhi una dolcezza al core,

che ’ntender no la può chi no la prova:

 

e par che de la sua labbia si mova

un spirito soave pien d’amore,

che va dicendo a l’anima: Sospira.

Parafrasi

 La mia donna appare tanto nobile e onesta, quando saluta la gente, tanto che tutti fanno silenzio e gli occhi non osano guardarla.
Ella procede , sentendosi lodare, vestita di umiltà, gentilmente umile e pare sia una creatura discesa dal cielo sulla terra per dimostrare la potenza divina.
Ella si mostra così bella a chi la guarda, che tramite gli occhi trasmette una dolcezza al cuore, che chi non la prova non può capire:
E sembra che dal suo volto provenga un dolce spirito d’amore che dice all’anima: sospira

Analisi metrica

ABBA - ABBA - CDE - EDC

Le prime due quartine (ABBA;ABBA) sono composte dalla rima invertita ; mentre le due terzine (CDE;EDC) sono composte dalla rima incrociata

Divisione in momenti

La poesia si divide in tre momenti: Il primo momento (VV. 1-4) è intitolato: “La donna, un essere nobile”; il secondo momento (VV.5-8) è intitolato: “La donna è una creatura divina, mandata sulla terra”; il terzo momento (VV. 9-14) è intitolato: “La donna tramite gl

i occhi fa sospirare l’anima”.

Rapporto tra le parti

La struttura metrica della poesia è composta da un sonetto : tutti i versi sono endecasillabi, la poesia si divide in due parti, le prime due quartine sono chiamate Fronte, mentre le due quartine sono chiamate Sirma. In tutte le parti si parla della donna amata.

Analogie/differenze tra termini e gruppi di termini

Nella poesia, tra termini e gruppi di termini, sono presenti analogie: In tutti i momenti, il poeta parla della donna amata; sono presenti termini: lingua (V.3), occhi (V.4-10), core (V.10) e labbra (V.12), i quali riconducono all’area semantica del corpo umano; sono presenti verbi: guardare (V.4) e mirare (V.9), che riconducono all’area semantica della vista; sono presenti aggettivi: gentile (V.1), onesta (V.1) , umiltà (V.6), dolcezza (V.10) e soave (13), aggettivi che sono attribuiti alla donna stilnovista.

Figure retoriche

Tra le figure retoriche di significato, nella poesia, è presente: la metafora (V.6) con l’espressione “d’umiltà vestuta”; è presente la similitudine (VV.7-8) “e par che sia una cosa venuta da cielo in terra a miracol mostrare”; è presente la sineddoche (V.12) con “labbra” per intendere volto.
Tra le figure retoriche di suono è presente: l’allitterazione (VV.1-2)[con la ripetizione della “t” e la “n”] “Tanto gentile e tanto onesta pare”, (V.8-9) [ripetizione lettera “m”] “a miracoli mostrare”, [ripetizione lettera “a”] “Mostrarsi sia piacente a chi la mira”. Tra le figure retoriche di ordine è presente: l’anafora (VV.10-11), con la ripetizione a inizio verso della congiunzione “che”.