Dante Alighieri

La vita

Dante Alighieri
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Firenze 1265- Ravenna 1321

Le origini e la giovinezza

Dante nasce a Firenze nel 1265 dalla famiglia degli Alighieri, guelfa, di piccola e decaduta nobiltà cittadina. Nel 1274, all'età di nove anni, incontra per la prima volta Beatrice (figlia del gentiluomo fiorentino Folco Portinari) che diventerà il centro della sua opera. Morirà all'età di ventiquattro anni l'8 giugno del 1290.
A 12 anni viene stipulato l'accordo matrimoniale con Gemma Donati che avverrà,forse, intorno al 1285. Avrà tre figli: Pietro, Jacopo e Antonia.

Gli studi

L'influenza di Brunetto Latini, maestro di retorica e autore di una enciclopedia in lingua francese, è determinante per la formazione culturale e spirituale del giovane Dante.
Dopo il 1290 approfondisce gli studi di filosofia e teologia frequentando le scuole religiose che avevano sede in Firenze.

La vita politica

Nel 1289 partecipa alla battaglia di Campaldino per sostenere il comune di Firenze che ha la meglio sui ghibellini aretini: è l'inizio della sua attività politica. Dal novembre del 1295 all'aprile del 1296 entra a far parte del Consiglio dei Trenta del Capitano del Popolo e poi della più importante istituzione amministrativa fiorentina, il Consiglio dei 100 (maggio-settembre 1296). Tra il 15 giugno e il 15 agosto del 1300, momento di grande tensione politica tra Bonifacio VIII e il comune di Firenze Dante, eletto fra i sei priori, è costretto a sottoscrivere l'esilio dei suoi due amici Corso Donati e Guido Cavalcanti. Nel 1301 viene inviato a Roma come ambasciatore presso il papa dai Bianchi nel tentativo di moderare la posizione di Bonifacio VIII che appoggiava a Firenze la causa dei Neri. Mentre Dante è a Roma la situazione politica si ribalta poichè rientrano vittoriosi a Firenze i Neri esiliati che formano un nuovo governo. Inizia pertanto la persecuzione degli avversari politici sconfitti tra cui Dante colpito da una condanna a morte in contumacia il 10 marzo del 1302. Da questo momento in poi il poeta, con grande rammarico, non tornerà più nella sua città.

L'esilio

Durante l'esilio Dante vivrà una condizione di pellegrino da una corte all' altra nel corso della quale comporrà alcune delle sue opere principali. La speranza che il nuovo imperatore, Arrigo VII che morirà nel 1313, lo riporti in patria è vana. Nello stesso anno si trasferisce a Verona presso la corte di Cangrande della Scala da cui rifiuterà l'offerta del governo di Firenze di rientrare in patria se non con un umiliante rituale di pentimento. Tra il 1318 e il 1321 avviene l'ultimo trasferimento a Ravenna presso Guido Novello da Polenta. Di ritorno da un'ambasciata a Venezia, per conto di Guido Novello, viene colto da febbri malariche e muore a Ravenna tra il 13 e il 14 settembre 1321.
Viene sepolto presso la chiesa di San Pier Maggiore dove ancora oggi si trova la sua tomba.

La Vita Nova

Composta tra il 1293 e il 1294,raccoglie le poesie di Dante scritte precedentemente,ed egli inserisce una parte in prosa come commento.
Dopo circa due anni dalla morte di Beatrice ( musa ispiratrice del poeta ) Dante raccolse molte delle rime scritte in precedenza per lei e, le mise in un unica prosa nella quale sono commentate e collegate.
La Vita nova, è un testo particolare perchè è composto da prose e poesie, ( 42 capitoli e 31 liriche), in quest'opera Dante parla dal giorno in cui incontrò Beatrice fino al giorno della sua morte. All'interno dell'opera, i capitoli in prosa spiegano la motivazione per la quale dante scrisse le liriche. La vita nova è il primo esempio di posimetro perchè è il primo testo composta da prosa e poesia in lingua volgare italiana.

Riassunto

Dante narra che in una parte della sua memoria prima della quale poco si potrebbe leggere, è presente una rubrica intitolata “incipit vita nova”( la vita nuova abbia inizio), sotto questa trova le parole che è sua intenzione scrivere questo libretto.
Successivamente parla di quando a nove anni incontrò Beatrice: la donna che diventerà la sua musa ispiratrice, la ragazza ufficialmente non si chiamava Beatrice ma, questo nome gli venne dato da Dante perchè nessuno sapeva come si chiamava, e anche perchè portava beatitudine.

La Divina Commedia

Titolo

Commedia è il titolo dato dal poeta e si addice all'opera perché inizia con una situazione difficile che ha una conclusione felice. L'aggettivo divina pare sia stato aggiunto in seguito da Giovanni Boccaccio, quando nel 1373 fu chiamato a Firenze a leggere e commentare l'opera.

Struttura

Il poema , che tratta del viaggio immaginario di Dante nell'oltretomba, è formato da 14233 endecasillabi, in terzine a rima incatenata ( ABA BCB CDC), suddivisi in tre Cantiche: Inferno, Purgatorio e Paradiso. Ogni cantica è composta da 33 canti di diversa lunghezza: solo l'Inferno infrange questa simmetria perché presenta 34 canti (il primo canto, tuttavia, è considerato introduttivo).
La struttura è quindi tutta fondata sul rapporto dell'uno e del tre, numeri perfetti che rappresentano simbolicamente Dio, che è uno è trino.
Tre sono le cantiche che corrispondono ai tre regni dell'oltretomba; 33 sono i canti di ciascuna cantico più uno di introduzione generale e ciascun canto è costituito da terzine. Tre sono anche le guide conducono il poeta (Virgilio nel inferno e in parte del Purgatorio, Beatrice fino al Empireo, S.Bernardo mostra a Dante la gloria di Dio).

Lingua e stile

La lingua della della Divina commedia è il fiorentino, utilizzato in registri diversi. Il linguaggio è infatti diverso in ciascuna cantica e passa da un registro basso (nell' Inferno) a uno alto (Paradiso) passando per un registro medio (Purgatorio).

Significati

Le situazioni de oltre che letterale , simbolico,morale e allegorico.

Duplice veste di Dante

Nell'opera abbiamo uno sdoppiamento del punto di vista: è chiaro che Dante racconta tutta la vicenda che ha vissuto quando è ormai al termine del suo viaggio, e assume perciò un punto di vista interno al narratore (Dante auctor). Spesso però nel raccontare la vicenda Dante assume una focalizzazione interna al personaggio (Dante agens), in modo da coinvolgere di più il lettore nella narrazione.

Canti analizzati

CANTO I
CANTO II
CANTO III
CANTO V
CANTO VI
CANTO XIII
CANTO XXVI