Cretesi

L'isola di Creta

L'isola di Creta, si trova nel Mediterraneo, a sud-est del Peloponneso, fu abitata sin dal Neolitico. Nel 2600 a. C si sviluppò la civiltà minoica, dalle oscure origini, non certo indoeuropee. Essa fiorì grazie alla fortunata posizione geografica dell'isola, che ne faceva un nodo essenziale nei traffici marittimi del Mediterraneo orientale soprattutto con l'Egitto. Le principali fonti della ricchezza furono la metallurgia, l'oreficeria, l'artigianato tessile e la ceramica. Il predominio economico sfociò in un incontrastato controllo del Mar Egeo, la talassocrazia, da thalassa, “mare”, e kratia, “potere”. Già dal II millennio erano stati costruiti splendidi palazzi a Cnosso, Festo e Haghia Triada.

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Distrutti da un terremoto intorno al 1750 a. C., vennero ricostruiti ancora più grandi. I Cretesi praticavano l'agricoltura, la pastorizia, la caccia e la pesca. Introdussero la coltivazione dell'olivo, della vite e del fico che trasmisero ai Greci. Furono particolarmente abili nella lavorazione dei metalli e della ceramica. I prodotti dell'artigianato vennero esportati a Cipro, in Egitto e anche in Spagna. Le navi che solcavano i mari erano di legno di cipresso, lunghe e sottili, e utilizzavano remi e vele. Rilevante fu la produzione artistica, soprattutto la pittura. I cretesi erano soprattutto mercanti dotati di autonomia nel lavoro e avevano la libertà di investire le loro ricchezze nel commercio e nella costruzioni di palazzi. Inoltre le donne partecipavano alla vita pubblica, come funzionarie, amministratrici,sacerdotesse e a volte imprenditrici. Il corpo femminile assumeva un ruolo principale nella religione perché rappresentava il contatto con la terra e la fecondità espressa da essa.

Le fasi della civiltà cretese

Nella fase pre-palaziale i primi abitanti dell' isola di Creta provenivano dall' Asia minore. Successivamente vi furono altre immigrazioni. In questo periodo fu introdotta la lavorazione dei metalli , si diffuse l' agricoltura, crebbe il commercio, iniziarono i primi contatti con le isole vicine. Si costruirono i primi insediamenti e tombe collettive dette Thóloi, che dimostrerebbero l' esistenza di una struttura sociale fondata sulle tribú, senza una precisa gerarchia sociale. Iniziarono i primi scambi con le isole come l'Egitto, Siria e Ciprio.
La fase proto-palaziale è la fase che segue a quella pre-palaziale si pone dal 2000 a.C al 1650 a.C. In questa fase si costruiscono i primi palazzi in alcune città ancora indipendenti come Mallia, Cnosso e Festo. Nel XVII secolo a.C. i palazzi crollarono, probabilmente a causa di terremoti e maremoti.
La fase neo-palaziale si colloca dal 1600 a.C al 1450 a.C. In questa fase si ricostruirono i palazzi e anche sontuose ville. Tra le città prese il sopravvento Cnosso ,governata dai minos da cui deriva la figura leggendaria del re Minosse, e la città afferma la talassocrazia (dominio sul mare) di Creta nel Meditteraneo.
La fase minoico- micenea va dal 1450 al 1200 a.C.
Intorno al XVI a.C a causa di una serie di cataclismi come l'esplosione del vulcano di Thera, che distrusse i palazzi e la flotta di Creta,si crearono dei seri sconvolgimenti in tutta l'area.
Nel 1450 a.C grazie alla ”crisi“che si era creata, il popolo miceneo ne approfittò per imporre il proprio dominio su Creta e prendere il controllo sull'Egeo.
Quindi di conseguenza dopo aver ricostruito i palazzi e una propria flotta proseguì la civiltà minoica nella fase chiamata micenea, che durò fino al 1200 a.C quando crollò anche la civiltà micenea stanziata in Grecia.

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La leggenda del Minotauro

Fu Artur Evans a scoprire il palazzo di Cnosso, e così anche i miti collegati ad esso come quello del Minotauro.
Il seguente mito narra del re Minosse che per ottenere il potere su Creta doveva sacrificare a Poseidone il Minotauro.
Non avendo mantenuto la sua promessa Poseidone lo punì, facendo riprodurre sua moglie con un toro creando il Minotauro.
Così fecero costruire un labirinto in modo che nessuno potesse andarci e dove poteva stare il toro.
Il toro però doveva essere sfamato e, quando il figlio di Minosse fu ucciso impose alla città che ogni nove anni sette fanciulli e sette fanciulle dovevano essere dati in pasto al Minotauro.
Teseo contrario a questo orrore si offrì per liberare la città dal toro.
Si fece aiutare dalla figlia Arianna che gli diede uno dei due capi di un filo, trattenendo l'altro all'ingresso in modo che una volta ucciso il Minotauro riavvolgendo il filo potè uscire dal labirinto sano e salvo.