Chi è questa che vèn, ch’ogn’om la mira

autore: Guido Cavalcanti

Testo della poesia

Chi è questa che vèn, ch’ogn’om la mira,
che fa tremar di chiaritate l’âre
e mena seco Amor, sì che parlare
null’ omo pote, ma ciascun sospira?

O Deo, che sembra quando li occhi gira,
dical’ Amor, ch’i’ nol savria contare:
cotanto d’umiltà donna mi pare,
ch’ogn’altra ver’ di lei i’ la chiam’ ira.

Non si poria contar la sua piagenza,
ch’a le’ s’inchin’ ogni gentil vertute,
e la beltate per sua dea la mostra.

Non fu sì alta già la mente nostra
e non si pose ’n noi tanta salute,
che propiamente n’aviàn conoscenza.

Parafrasi

Chi è questa che avanza che tutti si fermano ad ammirare e risplendere l’aria con la sua luminosa bellezza . Porta con sé l’amore stesso per cui nessuno può parlare, ma rimangono stupefatti a sospirare .
O Dio, che cosa sembra quando volge lo sguardo, lo dica Amore, perché io non lo saprei riferire. Mi sembra a tal punto umile e benevola, che ogni altra donna rispetto a lei la chiamo malvagia.
Non sarebbe possibile descrivere la sua avvenenza, perché dinanzi a lei si inginocchia ogni nobile virtù e la sua bellezza la considera come una dea.
Il nostro intelletto non fu creato profondo abbastanza e in noi non fu posta sufficiente capacità intellettiva da poterne avere una comprensione adeguata.

Metrica

Sonetto composto da due quartine e due terzine di versi endecasillabi con schema ABBA-ABBA-CDE-EDC.

Divisione in parti

DAL VV.1 AL VV.4” LA BELLEZZA DELLA DONNA”;
- DAL VV.4 AL VV.8 “L’AMORE PER LA DONNA”;
- DAL VV.9 AL VV.11 “ LA CONSIDERAZIONE DELLA DONNA”
- DAL 11 AL VV.14 “ LA DESCRIZIONE DELLA MENTE UMANA “

Aree semantiche

- La prima riguarda la figura della “donna – angelo”: la donna nel suo avanzare suscita ammirazione che la rende simile ad una apparizione divina(v.1 chi è questa che ven, ch’ ogn’om la mira; v.2 fa tremar di chiaritade l’are). La donna non viene descritta fisicamente, ad eccezione dello sguardo(v.5 quando li occhi gira), ma attraverso aggettivi che ne esaltano l’astratta perfezione(v.7 umiltà,v.9 piagenza, v.11 beltade). La descrizione non è quindi dettagliata(vv.3-4 si che parlare/null’omo non può, v.6 nol s’avria contare, v.9 non si poria contar).
- La seconda riguarda l’ inesprimibilità dell’amore: per il poeta l’amore non è esprimibile attraverso le parole dato che l’uomo non è in grado di comprendere un esperienza così intensa (VV.3,4 si che parlare null’omo pote, ma ciascun
- sospira, vv.12-13 non fu si alta già la mente nostra / e non si pose’ n noi tanta salute).

Parole chiave

la figura idealizzata della donna viene espressa tramite parole che ne indicano le virtù ( v.2 chiaritade, v.7 umiltà, v.9 piagenza).
L’incapacità dell’uomo di esprimere l’amore è data dall’uso ripetuto di negazioni(v.6 nol s’avria contare, v.9 non si poria contar), mentre l’ammirazione e il timore provato davanti alla donna (v.1 ogn’ om la mira) sottolineano l’insufficienza morale e intellettuale dell’uomo.(v.12 non fu si alta già la mente nostra, v.13 e non si pose’ n noi tanta salute).

Figure retoriche

-DI SIGNIFICATO:
- METAFORA: che fa tremar di chiaritate l’âre VV. 2 ;
- METAFORA: Non fu sì alta già la mente nostra VV.12;
- SIMILITUDINE: sembra quando li occhi gira,
dical’ Amor, ch’i’ nol savria contare VV.6
- SIMILITUDINE: cotanto d’umiltà donna mi pare VV.7

Rapporto tra momenti del contenuto e figure retoriche

Il rapporto che c’è tra i momenti del contenuto e le figure retoriche è che il poeta descrive la bellezza della donna stessa, ma descrive nello stesso momento la mente umana perché indica tutti gli effetti sconvolgenti che l’amore provoca quando un uomo è innamorato.